Una carta nuova se l’è giocata subito, stipendi più bassi per i parlamentari, parificati agli altri Paesi; un’altra la annuncia per dopo Pasqua, rivalutare le pensioni per chi è a riposo da almeno dieci anni. Il leader del Pd Walter Veltroni, proseguendo il suo giro d’Italia, prima a Novara e poi ad Alessandria, sostiene che la politica «deve dare un segnale di sobrietà»: «Non possiamo più stare in un Paese con gli stipendi più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte del resto d’Europa».Il momento è studiato, perché oggi saranno resi noti i dati sui redditi dei parlamentari. Nel confronto europeo, un deputato italiano guadagna il 70% più di uno tedesco, il 75% più di uno inglese, più del doppio di uno francese. Veltroni promette di ridurre anche «il finanziamento pubblico alle 51 formazioni politiche del nostro Paese, anche partiti che hanno uno o due rappresentanti» come pure ai «31 organi di comunicazione di partito». La Lega Nord gli ribatte di averlo sempre proposto.
Quanto ai pensionati, che non erano compresi nei 12 punti già annunciati dal Partito democratico, gli esperti di Veltroni stanno cercando di calibrare l’estensione della proposta con le coperture finanziarie. Ma in che direzione muoversi è già chiaro. Tutto è partito da un incontro di Veltroni con i sindacati dei pensionati Cgil, Cisl e Uil, due settimane fa: dopo che il governo Prodi ha concesso la «quattordicesima» alle pensioni più basse, si era detto, occorreva pensare alla fascia subito superiore, da 645 euro in su, forse estendendo la quattordicesima. Chi è a riposo da tempo soffre del limitato recupero garantito dalla scala mobile: «Ci sono pensioni che un tempo erano abbastanza buone e che rispetto ad allora sono diventate basse» spiega Tiziano Treu, che era presidente della commissione Lavoro del Senato. Si guarda soprattutto a chi è in pensione «da almeno dieci anni»; e sono tanti, sono circa nove milioni di persone, quindi la spesa per aiutarli rischia di essere ingente, e occorre fare bene i conti.
«Vogliamo trovare coperture finanziarie precise e certe, come per tutto il resto – insiste Enrico Morando, nella legislatura terminata presidente della commissione Bilancio del Senato, consigliere di Veltroni – ma intanto ricordo che nel programma già presentato qualcosa per i pensionati già c’era, il superamento del divieto di cumulo tra pensione e salario. Berlusconi continua a dire che il nostro programma è copiato dal loro, poi dice che rimette lo “scalone”, dopo ancora fa marcia indietro…».
I dettagli della proposta sono ancora in farsi. Oltre a rivalutare le pensioni vecchie, occorrerebbe migliorare il sistema di scala mobile, dopo che con l’accordo del luglio scorso lo si è ripristinato per intero fino a 2.180 euro mensili di pensione; vi accenna il ministro del Lavoro Cesare Damiano. Gli esperti del Pd studiano come tener conto che i beni acquistati dai pensionati non sono tutti quelli del «paniere» Istat, ma soltanto una parte, che probabilmente negli ultimi mesi è rincarata di più.
Con la scala mobile attuale dal 1° gennaio 2008 le pensioni sono state adeguate dell’1,6%; un altro problema segnalato dai sindacati dei pensionati è che le più basse tra le pensioni «guadagnate» con i contributi sono ormai troppo poco al di sopra di quelle assistenziali, versate a chi di contributi non ne ha pagati. Dal centro-destra l’economista di Forza Italia Renato Brunetta afferma pure che la scala mobile va cambiata e che occorrono provvedimenti per le pensioni più basse, ma che occorre accelerare l’aumento dell’età pensionabile.









