Silvio Berlusconi in un’intervista all’Agi cambia la celebre espressione di due anni fa nei confronti degli elettori di sinistra e dice che nel 2006 «le mie parole furono travisate e io fui costretto a correggerle». Chi vota partito democratico «non è un coglione» ma «è in buona fede». Il leader del Pdl ricorda che «allora mi trovai all’interno della giunta dell’associazione dei commercianti e, dopo aver ricordato che la sinistra stava per portare in auge l’imposta sulle donazioni e quella sulle successioni, io dissi che non avrei creduto che tra noi ci fossero dei personaggi così coglioni da votare contro il proprio interesse. Questa cosa uscì fuori e la battuta venne attribuita nei confronti di tutti gli elettori della sinistra. Una cosa che io non mi sono mai permesso nè di fare nè di pensare. La gente che vota a sinistra lo fa in buona fede».
Il Cavaliere sostiene però che oggi «molti elettori di sinistra abbiano cambiato opinione. Possiamo infatti cambiare pagina dando il proprio voto a chi ha governato cinque anni e che anche sul piano internazionale è stato rispettato». Silvio Berlusconi ricorda che in cinque anni di governo la Cdl «ha dimostrato che i programmi vengono rispettati, mentre per la sinistra il programma non è altro che uno strumento per prendere il consenso durante la campagna elettorale, per poi metterelo nel cassetto».
Il leader del Pdl affronta anche il tema delle pensioni e assicura: «non prevediamo di intervenire sull’età lavorativa. Non si può continuare a cambiare – dice – perchè chi sta per andare in pensione deve fissare degli orizzonti, dei traguardi che non possono essere cambiati ad ogni cambio del governo. Prevediamo di intervenire sulle pensioni sotto i mille euro per adeguarle all’aumentato costo della vita. Una cosa giusta che uno stato giusto deve fare». Silvio Berlusconi preannuncia anche che in caso di vittoria il primo viaggio da premier lo farà in Israele e spiega che il primo provvedimento sarà l’abolizione dell’Ici. Il leader del Pdl spiega che oltre ad abolire l’imposta sulla prima casa «detasseremo tutti i premi e gli incentivi di produzione, compresi gli straordinari. In questo modo i capifamiglia, lavorando di più, potranno avere al cento per cento ciò che l’impresa gli dà, in modo da avere più soldi da destinare ai consumi della famiglia». Il Cavaliere insiste anche sul voto utile ribadendo che scegliere i piccoli partiti di centrodestra come Udc o La Destra è «assolutamente inutile».








