Elezioni, 8 aprile: tutti i temi tragici e ridicoli della giornata

(Nella foto Ciarrapico, simbolo del rinnovamento della classe politica auspicato dal Financial Times)

Elezioni: anche per il Financial Times una vittoria di Berlusconi deprimerebbe l’Italia

di Wildgreta

Dopo l’Economist che ritiene Berlusconi inadatto a governare, il Deir Spiegel che afferma che Berlusconi “pensa solo agli affari suoi”, ecco arrivare la dichiarazione di voto del Financial Times:Una vittoria di Berlusconi deprimerebbe ancor di più l’italia. Forse è per questo che oggi Berlusconi ha annunciato che il primo viaggio da “premier” dopo l’eventuale vittoria elettorale, sarà in Israele. E’ l’unico paese i cui giornali non si siano ancora pronunciati, e cerca di giocare d’anticipo, sperando che non si pronuncino a pochi giorni dal voto.

Tornando al Financial Times, il giornalista scrive che, alla luce del possibile reinsediamento di «un altro inefficace governo guidato da Berlusconi e della stessa irredimibile casta di politici che rifuggono dalle riforme, per l’Italia la prospettiva è deprimente.  Il mancato rinnovamento  della classe politica, è un’occasione persa. Trova modesti i progressi fatti dal governo di Prodi, anche se è riuscito ad atturare il risanamento economico “delle disastrose finanze italiane” . Poi prosegue,  «Sono pochi gli esponenti della classe politica che possono sfuggire alla responsabilità» di non aver sfruttato «l’opportunità senza prezzo di rinnovarsi», all’inizio degli anni Novanta, con le inchieste di Tangentopoli e «l’opportunità d’oro» di ristrutturare la sua economia, con il passaggio della lira all’euro.
Ma «specialmente ora, sembra che stiano per ripetersi i cinque anni sprecati, dal 2001 al 2006, con Berlusconi», dice il Financial Times, ricordando l’esito di una ricerca secondo cui le «promesse prive di fondamento» di Berlusconi sull’uso delle finanze pubbliche in questa campagna elettorale «sono tre volte» più demagogiche di quelle di Veltroni.  Mentre il Financial Times analizzava il risultato di una ipotetica vittoria berlusconiana, il cavaliere si dedicava serenamente a litigare con Bossi. Prima gli ha dato del malato, poi quando la Lega ha reagito furiosamente all’idea che per Bossi non ci sia un Ministero pronto ad accoglierlo, Berlusconi ha negato tutto: “”Con Bossi leggo di un contrasto totalmente inventato, un’invenzione alla quale mi rifiuto di rispondere. Ormai la Repubblica fa a gara con l’Unità  per disinformare”. Così il candidato premier del Pdl, Silvio Berlusconi, intervenendo a ‘Sky Tg 24- pomeriggio’ torna sulla vicenda delle fucilate annunciate da Bossi. Anche per quanto riguarda il presunto diverbio sulla nomina del Senatur a ministro, Berlusconi precisa: “Disdico tutto. Non abbiamo mai parlato di ministri nessun alleato mi ha chiesto alcunché, compreso Bossi. Solo Tremonti è ministro certo. Non ho neanche mai detto che è malato. Sono stanco – protesta Berlusconi – di domande postemi apposta per far sorgere un caso che non esiste”. “Del resto i fucili di cui parla bossi non ci sono, lui stesso stamattina ha detto che per lui i fucili saranno i voti”. (Ansa)

Nel frattempo, Veltroni  da Crotone, annucia:  il 14 potremo scrivere “ce l’abbiamo fatta”.

Alle 11 di mattina la piazza di Crotone in cui si attendeva il comizio di Veltroni, era già piena. Lo stesso non si può dire per altri leader. In molte riprese televisive, si nota infatti la caratteristica inquadratura stretta, o a “drappello” per evitare di mostrare piazze o teatri vuoti. (ricordiamo i 300 spettatori di Fini a Catania, i 25 di Giuliano Ferrara in Toscana, e le inquadrature strettissime di alcuni comizi in piazza fatti da Berlusconi)

Chi è fuori, come sempre, da questo “parco giochi per adulti” è Antonio Di Pietro, che continua a girare tutta l’Italia per parlare di cose da fare e legalità. Gli unici temi di cui dovrebbero interessarsi tutti.

 

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