Gelmini Mariastella: voto 2-Copiato! Quella riforma è della Moratti
di Wildgreta
Questa davvero non ce la aspettavamo da una “secchiona” come la Gelmini. Abbiamo scoperto, infatti, che la sua cosiddetta “riforma della scuola” è copiata da quella della Moratti del 2003. Ma come? Non era rimasta a Roma persino in agosto, per prepararla? Non era comparsa ai primi di settembre, bianca e con le borse sotto gli occhi, mentre i suoi colleghi erano nerissimi e ancora con il sale tra i capelli? E allora analizziamo il grande bluff del DDL Gelmini, presentato come nuovo ma vecchio e contestato già nel 2003 quando a proporlo fu Letizia Moratti. Do per scontato che conosciate ormai tutti il DDL Gelmini, per cui riporto sono quelli della Legge Moratti (l’articolo da cui ho estratto queste notizie lo trovate qui e ulteriori documenti qui)
Riforma Moratti anno 2003:
1) Maestro Unico: Leitizia Moratti vuole proporlo già nel 2001 ma dopo aver ordinato un sondaggio all’ISTAT, rinuncia perchè l’idea risulta sgradita alla maggioranza di genitori e insegnanti (vedi qui)
2) Per i docenti in situazione di soprannumerarietà, la riconversione professionale, pena la cassa integrazione ed il licenziamento dopo due anni.
3) Graduale riduzione ore di insegnamento.L’intento è di portare tutte le cattedre a 18 ore, anche mediante l’individuazione di moduli organizzativi diversi da quelli previsti dai decreti costitutivi delle cattedre.
4) Scuola elementare sempre più leggera, di 27/30 ore settimanali contro le attuali 30/40. Che fine farà il tempo pieno? È legittimo pensare che sarà rimpiazzato da una attività che prevede la separazione rigida tra attività ordinaria e attività di completamento.
5) Riduzione del numero dei docenti “specialisti” (circa 11.000) impegnati nell’insegnamento delle lingue straniere nella scuola elementare facendo ricorso in misura più ampia alla formazione del personale e favorendo il reclutamento di docenti che abbiano superato la prova di lingua straniera;
6) Buste paga basse uguali per tutti e premi in busta paga per i più meritevoli.
7) Per ridurre del 15% le spese per il prossimo triennio per il personale, si comincia con il taglio di 20.000 posti del personale ATA nel luglio 2001
6) Ridefinizione dei criteri di dimensionamento delle istituzioni scolastiche, d’intesa con le Regioni e con gli Enti locali.
7) La scuola digitale, lavagne LIM: Nel 2006 LO STANZIAMENTO è STATO DI 23 MILIONI DI EURO in 550 Istituti Superiori, nella riforma Gelmini lo stanziamento sarà di 20 milioni di euro per lavagne da distribuire in 1180 scuole. Dal comunicato stampa del 2006: “La scuola digitale per gli studenti del nuovo millennio- Il progetto è stato promosso da Lucio Stanca, Ministro per l’Innovazione e le Tecnogia e da Letizia Moratti, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per creare un ponte fra didattica tradizionale e nuove generazioni. “DiGi Scuola”, finanziato con 26 milioni di € dal CIPE e realizzato da Innovazione Italia…”
Chi si sarà aggiudicato l’appalto per la fornitura delle lavagne LIM? Altre notizie e documenti sulle Lavagne Lim su cui è basato questo articolo potrete trovarli qui.
Pubblicato in decreto maestro unico, politica, riforma gelmini, scuola. Tag: 2 copiato, analogie riforme moratti e gelmini, ddl scuola, lavagne lim, maestro unico, maria stella gelmini, riforma moratti identica a quella della gelmini, riforma scuola, tagli docenti, tempo pieno.
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George Jean Nathan: I cattivi rappresentanti sono eletti dai bravi cittadini che non votano.
Ricerca di Consortium, Nelle fabbriche solo il 29,4% ha votato Pd
Pdl, boom da operai e casalinghe
di SILVIO BUZZANCA
ROMA - Il Pdl e la Lega stravincono fra commercianti e artigiani, imprenditori e casalinghe, persone con un titolo di studio inferiore. Ma battono il Pd, con diverse gradazioni, anche fra operai, laureati, adulti, anziani, uomini e donne. Walter Veltroni, invece, riesce a scaldare solo il cuore di studenti e impiegati. Consortium per Rai e SkyTg24 continua nella sua analisi dei dati elettorali e adesso prova a dare una lettura “sociologica” del voto del 13 e 14 aprile. Un’analisi che prende in considerazione i partiti arrivati in Parlamento e accorpa la Sinistra Arcobaleno nella voce “altri partiti”. E’ evidente che buona parte di quei voti arriva proprio dal raggruppamento guidato da Bertinotti.
I numeri che balzano subito agli occhi sono il successo di Pdl e Lega fra i commercianti e gli artigiani. Berlusconi e Fini incassano il voto del 51,9 per cento della categoria e la Lega il 13 per cento. Il totale, 64,9 per cento è molto superiore al dato nazionale complessivo del 45,7 per cento. Così come si discosta molto dal dato finale totale il voto ricevuto dal Pd: il 19,4 per cento contro il 33,2 per cento. Berlusconi vince anche tra le casalinghe. Ottiene il 47,9 per cento a cui bisogna sommare il 5,8 della Lega. Va sottolineato però che in questo caso il dato della Lega è del 2,5 per cento inferiore rispetto al dato nazionale finale.
Il Pd si attesta fra le casalinghe al 27,9 per cento mentre Idv ottiene solo il 3,3. Entrambi sono sotto il dato nazionale, mentre lo supera di un punto l’Udc che incamera il 7,7 per cento. Sfonda il muro del 50% anche il consenso al Pdl degli imprenditori. La Lega incassa il 10,5% del loro voto, mentre il Cavaliere ne porta a casa il 42,5. Al Pd va il 30% e a Di Pietro il 4,3. Il consenso per Berlusconi fra gli operai è invece più o meno stabile: il 37 per cento contro il 37,4 per cento globale. Chi avanza è invece è la Lega che ottiene l’11,3 per cento. Tre punti in più rispetto al dato finale nazionale. Il voto per la sinistra fra crescere anche la percentuale alla voce altri: hanno scelto partiti diversi da quelli arrivati in Parlamento il 12,5 per cento contro il dato nazionale dell’11,1.
Il Pd ottiene solo il 29,4 per cento del voto operaio. Un po’ a sorpresa il centrodestra vince il confronto anche fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio superiore: Lega e Pdl hanno il 44,2 per cento contro il 34,3 per cento del Pd e il 4,7 di Di Pietro. Veltroni riesce a primeggiare solo fra studenti e impiegati. Nel primo caso ottiene il 36,4% contro il 31,9 del Pdl. Un dato molto inferiore rispetto al risultato complessivo.
E anche la Lega porta a casa meno del bottino globale: hanno votato Carroccio solo il 7,6% degli studenti. Infine il 38 per cento degli impiegati ha scelto il Pd. Il ceto impiegatizio premia anche l’Idv che ottiene il 5,3 per cento: lo 0,9 per cento in più rispetto al dato nazionale. Il Pdl invece crolla al 30,6 per cento e anche la Lega perde per strada uno 0,8 per cento rispetto al dato finale del 13 aprile.
Ecco il voto per professioni: Veltroni primo fra pensionati e impiegati. Il centrodestra vince fra gli imprenditori.
16 04amSat, 19 Apr 2008 08:59:41 +0000109o, 2008 — wildgretaRicerca di Consortium, Nelle fabbriche solo il 29,4% ha votato Pd
Pdl, boom da operai e casalinghe
di SILVIO BUZZANCA
ROMA - Il Pdl e la Lega stravincono fra commercianti e artigiani, imprenditori e casalinghe, persone con un titolo di studio inferiore. Ma battono il Pd, con diverse gradazioni, anche fra operai, laureati, adulti, anziani, uomini e donne. Walter Veltroni, invece, riesce a scaldare solo il cuore di studenti e impiegati. Consortium per Rai e SkyTg24 continua nella sua analisi dei dati elettorali e adesso prova a dare una lettura “sociologica” del voto del 13 e 14 aprile. Un’analisi che prende in considerazione i partiti arrivati in Parlamento e accorpa la Sinistra Arcobaleno nella voce “altri partiti”. E’ evidente che buona parte di quei voti arriva proprio dal raggruppamento guidato da Bertinotti.
I numeri che balzano subito agli occhi sono il successo di Pdl e Lega fra i commercianti e gli artigiani. Berlusconi e Fini incassano il voto del 51,9 per cento della categoria e la Lega il 13 per cento. Il totale, 64,9 per cento è molto superiore al dato nazionale complessivo del 45,7 per cento. Così come si discosta molto dal dato finale totale il voto ricevuto dal Pd: il 19,4 per cento contro il 33,2 per cento. Berlusconi vince anche tra le casalinghe. Ottiene il 47,9 per cento a cui bisogna sommare il 5,8 della Lega. Va sottolineato però che in questo caso il dato della Lega è del 2,5 per cento inferiore rispetto al dato nazionale finale.
Il Pd si attesta fra le casalinghe al 27,9 per cento mentre Idv ottiene solo il 3,3. Entrambi sono sotto il dato nazionale, mentre lo supera di un punto l’Udc che incamera il 7,7 per cento. Sfonda il muro del 50% anche il consenso al Pdl degli imprenditori. La Lega incassa il 10,5% del loro voto, mentre il Cavaliere ne porta a casa il 42,5. Al Pd va il 30% e a Di Pietro il 4,3. Il consenso per Berlusconi fra gli operai è invece più o meno stabile: il 37 per cento contro il 37,4 per cento globale. Chi avanza è invece è la Lega che ottiene l’11,3 per cento. Tre punti in più rispetto al dato finale nazionale. Il voto per la sinistra fra crescere anche la percentuale alla voce altri: hanno scelto partiti diversi da quelli arrivati in Parlamento il 12,5 per cento contro il dato nazionale dell’11,1.
Il Pd ottiene solo il 29,4 per cento del voto operaio. Un po’ a sorpresa il centrodestra vince il confronto anche fra coloro che sono in possesso di un titolo di studio superiore: Lega e Pdl hanno il 44,2 per cento contro il 34,3 per cento del Pd e il 4,7 di Di Pietro. Veltroni riesce a primeggiare solo fra studenti e impiegati. Nel primo caso ottiene il 36,4% contro il 31,9 del Pdl. Un dato molto inferiore rispetto al risultato complessivo.
E anche la Lega porta a casa meno del bottino globale: hanno votato Carroccio solo il 7,6% degli studenti. Infine il 38 per cento degli impiegati ha scelto il Pd. Il ceto impiegatizio premia anche l’Idv che ottiene il 5,3 per cento: lo 0,9 per cento in più rispetto al dato nazionale. Il Pdl invece crolla al 30,6 per cento e anche la Lega perde per strada uno 0,8 per cento rispetto al dato finale del 13 aprile.
(La Repubblica 19 aprile 2008)