Voto in Sicilia: exit su La7 svela che si può comprare

Lunedì sera davanti EXIT, su La7, condotto da Ilaria DAmico’, (http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2176)  è stato semplicemente mostrato al resto d’Italia quello che a noi siciliani è stato sempre chiaro: il voto si compra. Non esistono ideali, ma solo un mercato. Soggetto in questione erano i bassifondi di Catania, dove i diversi patronati (ricordo, finanziati da soldi statali), per l’occasione, si trasformano in segreterie elettorali pro-destra, che distribuiscono viveri e favori, entrambi TEMPORANEI, ai votanti. E dopo di che, l’affluenza al voto viene strategicamente controllata, davanti alle sezioni, dai rappresentanti di lista, che qui servono a tutto, tranne che ad evitare i citatissimi brogli. Chi non va a votare avrà le dovute conseguenze…
Ancora una volta, la povertà della gente, piuttosto che muovere gli animi dei governatori a dei provvedimenti risolutivi, è l’arma in più. Vedete, qui in Sicilia la maggiorparte della gente è convinta che la mafia sia nostra benefattrice. Distribuisce lavoro, favori. E da troppo tempo ormai, siede in doppiopetto alle poltrone del potere. D’altronde, non è cosa nuova che la mafia abbia sempre optato per la destra, e odiato “i comunisti”. Ricordiamo ad esempio la pubblicità elettorale pro-Cuffaro ritrovata nel casolare corleonese di Provenzanoamico parla di voti e di Sicilia.
Infatti, nonostante l’emblematica chiarezza delle immagini, tra gli ospiti in studio vi era proprio l’esimio “politico” TOTO’ CUFFARO, il quale ha osato dire che tali immagini erano false, strumentalizzate, che in Sicilia non avviene niente di tutto questo, e che bisognerebbe smetterla, i giornalisti non dovrebbero dare questa immagine errata della regione. Insomma, ha fatto un 48, (facendoci fare, da siciliani, la solita figuraccia) ne ha avute un po’ per tutti, soprattutto per Sonia Alfano, che, ospite anch’essa in studio, ha ricordato al nostro”amico” che una condanna a 5 anni per favoreggiamento a favore degli imputati (alcuni dei quali condannati per associazione di tipo mafioso) nel processo per le ‘talpe’ alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, gli dovrebbe, quantomeno moralmente, impedire di occupare una poltrona in parlamento.
fonte breakthemafia.it

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