ADOLFO PAPPALARDO Ieri mattina erano vicini all’Altare della Patria per le celebrazioni del 25 aprile. Facce serrate, certo, ma nulla faceva prevedere le ostilità che si consumeranno da lì a poco. Francesco Rutelli e Gianni Alemanno, i due contendenti alla poltrona del Campidoglio, hanno vissuto così l’ultima giornata di campagna elettorale. Prima l’aplomb, poi gli affondi pesanti. In cima alla lista delle reciproche accuse c’è un caso: la violenza contro una studentessa di colore perpetrata, il 17 aprile scorso, da Joan Rus un clandestino romeno. Questa volta, però, non è il fatto di cronaca ma i sospetti che vi sono dietro e che da giorni volteggiano sulla sfida romana. E ieri i veleni irrompono con forza diventando accuse pesantissime tra i due candidati del ballottaggio. «Una vicenda sospetta, bisogna chiarire» dice il candidato del Pd; «Noi dietro? Fantascienza» replica il candidato del Pdl. Tutto nasce da una lettera pubblicata da «Dagospia» tre giorni fa e rimbalzata su diversi blog della rete. «Come può un romeno senza fissa dimora avere un famoso penalista come Francesco Saverio Pettinari?» è scritto nella lettera pubblicata sul sito di Roberto D’Agostino. E ancora, nella missiva vengono rilanciati altri due dubbi. «Inoltre l’avvocato risulta iscritto in gioventù all’Msi. E guarda caso uno dei soccorritori della ragazza firma con Alemanno, con tanto di foto sul “Il Messaggero” del 22 aprile 2008, il patto per la legalità e la sicurezza». La lettera è firmata con una sigla (Md) e si chiede di farla girare. Chi c’è dietro? Chi l’ha mandata? Mistero. Ad occuparsene è solo la rete. Per due giorni diversi blog rilanciano il caso e ci tessono sopra una serie di teorie complottistiche secondo cui lo stupro (o presunto tale, a questo punto, come scrivono anche molti investigatori improvvisati) sarebbe stato architettato da qualcuno per farlo diventare a forza argomento di questa campagna elettorale. Veleni, boatos che diventano la scenografia degli ultimi giorni di questo duello. Solo Sebastiano Messineo della lista «Moderati per Rutelli» esce allo scoperto tre giorni fa e chiede «che si faccia chiarezza su quanto emerso perché si aprirebbe un fosco scenario». Ma più che indagini o chiarimenti s’ingrossano solo i sospetti. Velati fino a ieri quando Rutelli ne fa improvvisamente un’arma politica. «Alcune di queste vicende degli ultimi giorni – dice il candidato del Pd senza fare espliciti riferimenti ma forse già sapendo che i magistrati vogliono vederci chiaro – sono state un po’ sospette. Ma non tocca a me parlarne, indagheranno le forze dell’ordine e la magistratura». La replica, durissima, di Gianni Alemanno arriva a stretto giro. «Sott’acqua – dice il candidato del Pdl – dicono che è stata la destra a organizzare lo stupro della studentessa del Lesotho. È una cosa talmente fantascientifica che non so se fa più ridere o piangere. Come si fa a strumentalizzare il dolore? Sono dei cialtroni e vanno rimandati a casa». Accuse a parte il giallo (o presunto tale) rimane irrisolto anche se il particolare che ha innescato la girandola dei sospetti sembra chiarirsi ieri sera poco prima del duello tv a «Matrix» tra Alemanno e Rutelli. E riguarda proprio la nomina di uno dei difensori del presunto stupratore: Francesco Saverio Pettinari, un principe del Foro e quindi non certo alla portata delle tasche di uno senza fissa dimora. Pettinari assisterebbe il sospettato numero uno della violenza di La Storta in virtù del fatto che un suo cugino gli ha chiesto di affiancare il proprio figlio nominato legale d’ufficio di Joan Rus.
Il mattino 26 aprile 2998









16 05pmWed, 14 May 2008 17:03:49 +00001342008, 2008 alle 20.24
Allora, a che punto sono le indagini ad oggi della magistratura? (15-05-2008). Se ne sa qualcosa?
Paco Loio
16 05pmWed, 14 May 2008 19:23:30 +00001342008, 2008 alle 20.24
Controllo sempre se esce qualche notizia in merito, ma non ne parla più nessuno. Comunque, se uscisse qualcosa, la pubblicheò subito. Ciao Wildgreta