Sulle prime pagine il clamoroso risultato
di Simone ChiaramonteLE MONDE (Francia): La sinistra italiana perde il Comune di Roma . Campagna dominata dal tema della sicurezza. Due stupri commessi la settimana scorsa a Milano e Roma da parte di un egiziano ed un romeno hanno contribuito ad esacerbare la campagna elettorale. Alemanno ha promesso l’espulsione di 20.000 immigrati clandestini, Rutelli ha proposto di distribuire alle donne braccialetti per allertare la polizia in caso di pericolo. La sinistra radicale dal suo canto aveva chiesto la mobilitazione de suo elettorato contro l’elezione di un “sindaco fascista” e contro “il ritorno della marea nera”.
LE FIGARO (Francia):Roma passa a destra. Dopo 15 anni nelle mani della sinistra, il Comune va a l’ex neofascista Gianni Alemanno. Come temevano gli stati maggiori dei partiti, in particolare della sinistra che ne ha più patito, l’affluenza ha registrato un forte calo: 63% contro il 73,5% del primo turno. Numerosi i romani che hanno disertato approfittando di un week end assolato.
EL PAIS (Spagna): La destra recupera Roma. Alemanno ha promesso di essere il sindaco di tutti, “cade un sistema di potere, vince la città”, ha assicurato. Alemanno si è formato con gli ideali del neofascismo ed è stato ministro dell’Agricoltura nel secondo governo Berlusconi. La capitale italiana è stata governata dalla sinistra per la maggior parte degli ultimi 30 anni e ininterrottamente dal 1993. Leggi il seguito di questo post »










Roma:”Di che colore è la notte? Nera”
16 04pmMon, 28 Apr 2008 20:18:55 +00001182008, 2008 — wildgretaDopo la vittoria Alemanno dà appuntamento ai suoi in piazza del Campidoglio
“E’ rabbia, è amore, Roma tricolore”; “Rutelli in Romania”. E spuntano i saluti romani
Scoppia la festa degli ex missini
“Veltroni, ora dacci le chiavi”
di MATTEO TONELLI
ROMA – Un tricolore sventola in mano a Marco Aurelio. Ed è così che il condottiero romano, che troneggia in mezzo alla piazza del Campidoglio, diventa l’involontario testimonial del trionfo di Gianni Alemanno. Lui, un passato missino alle spalle, uno che porta, orgogliosamente, la celtica al collo, ex ministro gettato nell’agone della sfida della Capitale, ce l’ha fatta. Travolgendo Rutelli e portando, per la prima volta, un ex fascista al Campidoglio. Un fatto epocale per Roma che archivia la lunga stagione a guida centrosinistra e si affida, con entusiamo, alla destra.
E la destra festeggia. Per le strade, dove i tassisti, massicciamente schierati per Alemanno, improvvisano cortei a colpi di clacson. Nel comitato elettorale dove la tensione si scioglie quasi subito. Con il passare dei dati che levano ogni dubbio sull’esito finale. Tanto che Alemanno annuncia la vittoria a scrutinio in corso. Si affaccia dalla finestra, il candidato del Pdl. Saluta, tricolore in mano, la folla che blocca la strada. In testa, come al solito, i tassisti che invocano a gran voce un posto da senatore per il loro leader Bittarelli.
“Ci vediamo al Campidoglio” annuncia Alemanno. E’ quello il luogo simbolo. La collina da conquistare bandiere al vento. E mentre su Roma cala la sera, sono circa 500 quelli che rispondono all’appello del loro sindaco. Forse non moltissimi, ma conta poco. Tricolori ovunque e poi bandiere di An e del Pdl. Di celtiche nemmeno l’ombra, se non quella che si scorge al collo di qualche ragazzo. Si vede invece qualche saluto romano.
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