Pestaggio Verona, confessano altri 2 fermati

Nel pomeriggio i medici si esprimeranno sulle definitive condizioni cliniche del ragazzo

Con il fermo di Raffaele Dalle Donne, che ha confessato ieri di aver preso parte al brutale pestaggio, e dei due bloccati dalla polizia, salgono così a tre i componenti della banda che ha ridotto in fin di vita Nicola Tommasoli il cui quadro clinico si è ulteriormente aggravato. 

Verona, 5 mag. (Adnkronos/Ign) – Dopo l’arresto di Raffaele Dalle Donne(nella foto), l’ultras neonazista che ieri ha reso piena confessione davanti agli agenti della Questura di Verona, oggi sono crollati anche Andrea Vesentini e Guglielmo Corsi. I due, rispettivamente un promoter finanziario di 20 anni e un metalmeccanico di 19 sono stati bloccati a Illasi, un paesino a una ventina di chilometri da Verona. Entrambi hanno ammesso di aver preso parte al pestaggio che, secondo i rei confessi, non avrebbe avuto una connotazione politica. A scatenare l’aggressione sarebbe stata proprio la sigaretta negata da Nicola Tommasoli a quelli che sarebbero diventati i suoi carnefici. Spiegazione ritenuta plausibile dal sostituto procuratore Francesco Rombaldoni.

Sono invece ancora ricercati dall’Interpol i due presunti complici che sono fuggiti all’estero. Il pm Rombaldoni ha spiegato oggi che non ritiene utile rendere noti i loro nomi. Si apprende però che i due starebbero rientrando per, presumibilmente, consegnarsi alla Polizia: sarebbe questione di ore.

Intanto si aggrava il quadro clinico della vittima del pestaggio, ricoverata da mercoledì notte presso l’Unità di Terapia Intensiva Neurochirurgica dell’Ospedale di Borgo Trento. Il collegio medico si è riunito alle 12 per accertare se dichiarare o meno la morte cerebrale del giovane. “Le condizioni di Nicola Tommasoli – sottolineano i dottori – sono peggiorate e questa mattina sono presenti le condizioni cliniche che portano alla convocazione del Collegio Medico per l’accertamento di morte con criteri neurologici”. ”Il giovane – ricordano i sanitari – al momento del primo soccorso presentava arresto cardiocircolatorio a seguito di grave trauma cranio-cervicale con emorragia cerebrale”.

Ci vorranno sei ore di osservazione affinché il collegio medico possa esprimersi, fa sapere la direzione sanitaria dell’ospedale. Alle 18 quindi potrebbe venire dichiarata la morte cerebrale del ragazzo.

Da parte di Raffaele Dalle Donne non c’è stata nessuna collaborazione. Al momento del fermo, non si sarebbe espresso sui nomi dei suoi amici ma la Polizia sarebbe stata in grado di individuarli grazie ad una serie di indagini eseguite comunque nell’ambito dell’estrema destra e nel giro degli skinheads.

Il destino dei cinque aggressori è appeso a un filo: la vita della loro vittima. Se il responso dei medici dovesse sfociare in una dichiarazione di morte cerebrale le accuse a carico dei cinque skinheads muterebbero pesantemente: da lesioni gravissime plurime a omicidio volontario o preterintenzionale. Secondo quanto si è appreso nessuno dei tre ragazzi fermati si è assunto la responsabilità di aver sferrato i calci letali alla testa di Nicola.

Raffaele Delle Donne e i due ricercati hanno trascorso quella fatidica serata in un bar parlando di calcio e soprattutto di politica. A loro più tardi si erano uniti Guglielmo Corzi e Andrea Vesentini. Pochi minuti prima delle due il gruppo ha deciso di spostarsi in un pub della zona del centro storico: lo hanno trovato chiuso, cosi come lo aveva trovato chiuso anche Nicola Tommasoli che si era fermato lungo al strada a fumare con gli amici. E’ in questo frangente che i due gruppi si incontrano e scatta la richiesta della sigaretta. E, secondo la ricostruzione, è alla risposta negativa che parte il primo schiaffo e poi si scatena la rissa. “Le vere ragioni di questo gesto sono quelle della stupidità e della prepotenza”, ha sottolineato, senza mezzi termini, Vincenzo Stingone, il Questore di Verona, intervenendo alla conferenza stampa convocata oggi nella Questura della città scaligera. “Spero che quanto accaduto possa fare riflettere a quei giovani che fanno della prepotenza il loro modo di vivere” ha detto sottolineando come “il nostro pensiero innanzitutto va al povero Nicola e ai suoi familiari”.

adnkronos 5 maggio 2008

Lascia una Risposta

Occorre aver fatto il login per inviare un commento