Governo ombra: lite Idv-Veltroni. Di Pietro: il vero ministro della Giustizia è Berlusconi

ROMA (8 maggio) - «È un governo formato da elementi deboli che si propone di adottare soluzioni forti. Soluzioni che Berlusconi vuole adottare in perfetta solitudine, visto che non mi sembra cerchi il dialogo, come dimostra anche il fatto che il ministro della Giustizia, nella pratica, sia lo stesso Berlusconi». Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro commenta così la formazione del nuovo governo di Centrodestra. «Noi vigileremo con molta attenzione sui provvedimenti che proporrà questo governo - sottolinea - e leggeremo tutte le varie proposte almeno due volte soprattutto in materia di giustizia, comunicazione ed economia». «Non vorrei - conclude - che Berlusconi con questa sua dittatura dolce cercasse di addormentare le coscienze degli italiani. Noi vigileremo perchè questo non avvenga».

Il leader dell’Idv non risparmia atttacchi nemmeno a Veltroni. Ha detto di provare «sconcerto e amarezza» per la decisione del leader del Pd di «andare avanti da solo» visto che non ha coinvolto nessun esponente del “gabbiano che vola” nel governo-ombra.

«Per noi Veltroni è e resta il leader della coalizione alleata - spiega Di Pietro - ma ci dispiace che ogni giorno lui prenda decisioni da solo senza consultarci, come se noi non ci fossimo, ben sapendo che lui da solo non va da nessuna parte visto che non raggiunge neanche il 50%».

«L’Idv - sottolinea più volte - non è a caccia di poltrone, ma vuole condividere ruoli di responsabilità. Non capisco perché quando sono gli altri che aspirano a qualche incarico si dica che vogliono contribuire fattivamente alla crescita di qualcosa, mentre se siamo noi ad esprimere un desiderio di questo tipo, ci accusano di volere solo delle poltrone…». «Comunque - è l’appello che il leader dell’Idv rivolge al segretario del Pd - ci auguriamo che Veltroni superi il suo buonismo di facciata e si decida a fare un’opposizione davvero concreta altrimenti del governo ombra non resterà che l’ombra…».

Governo ombra: lite Idv-Pd. Di Pietro non nasconde poi di provare «sconcerto e amarezza» per la decisione di Walter Veltroni di «andare avanti da solo» visto che non ha coinvolto nessun esponente dell’Idv nel governo ombra. «Per noi Veltroni è e resta il leader della coalizione alleata - spiega Di Pietro - ma ci dispiace che ogni giorno lui prenda decisioni da solo senza consultarci, come se noi non ci fossimo, ben sapendo che lui da solo non va da nessuna parte visto che non raggiunge neanche il 50%». «È evidente - aggiunge - che non ci si possa sposare da soli se l’altro dei due non vuole… ma noi continueremo a insistere perché vogliamo dare il nostro contributo per un’opposizione seria e concreta» e perché siamo una forza che è cresciuta e che può contare ora su «43 parlamentari».

«L’Idv - sottolinea più volte Di Pietro - non è a caccia di poltrone, ma vuole condividere ruoli di responsabilità. Non capisco perché quando sono gli altri che aspirano a qualche incarico si dica che “vogliono contribuire fattivamente alla crescita di qualcosa”, mentre se siamo noi ad esprimere un desiderio di questo tipo, ci accusano di “volere solo delle poltron”». «Nego che sia così - afferma Di Pietro - perché noi puntiamo ad avere ruoli di responsabilità perché siamo pronti ad assumercele le nostre responsabilità…». «Comunque - è l’appello che il leader dell’Idv rivolge al segretario del Pd - ci auguriamo che Veltroni superi il suo buonismo di facciata e si decida a fare un’opposizione davvero concreta altrimenti del governo ombra non resterà che l’ombra…».

Sabato la presentazione del governo ombra Il governo ombra del Pd sarà presentato sabato da Walter Veltroni. Il fine settimana sarà poi dedicato alle limature per la riorganizzazione interna del Partito democratico e nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì, verrà annunciato il nuovo schema che prevede l’accantonamento del vecchio esecutivo e del “caminetto” per la nascita di un nuovo organismo, una segreteria, che riunirà i big del Pd. Nella segreteria non ci saranno tutti i componenti del vecchio caminetto anche perchè alcuni hanno già altri ruoli come Rosy Bindi eletta vicepresidente della Camera. Mentre parte dei componenti
dell’esecutivo andrà nel governo ombra come Ermete Realacci, Maria Paola Merloni, Roberta Pinotti. Intanto, non cessano le voci su un ingresso al partito con un
ruolo organizzativo per Beppe Fioroni. Il fatto che un ex-popolare possa ricoprire una casella importante nell’organigramma del Pd non viene vista in contrasto con la possibilità che Franco Marini diventi presidente del partito, visto che si tratta «non di un ruolo operativo, ma piuttosto di prestigio». Per venerdì prossimo 14 maggio
è confermata la riunione del coordinamento, la prima dopo la sconfitta elettorale.

Il Messaggero 8 maggio 2008

Lascia una Risposta

Devi aver fatto il login per inviare un commento