
I voti contrari sono stati 275. Un deputato, Riccardo Merlo (eletto all’estero) si è astenuto.
Casini: “Nemmeno De Gasperi ha avuto il potere che lei ha adesso, ne faccia buon uso”.
LE DICHIARAZIONI ALLA CAMERA SUL VOTO DI FIDUCIA
VELTRONI: OPPOSIZIONE DEMOCRATICA PER PAESE UNITO
“Noi faremo un’opposizione forte e responsabile, avanzeremo proposte e avremo un’agenda di priorità, convergeremo se saremo d’accordo e dissentiremo se non saremo d’accordo. Faremo un’opposizione democratica di un paese unito, quell’unità indicata dal presidente Giorgio Napolitano”. E’ la linea che il Pd seguirà come opposizione, indicata dal segretario del Pd Walter Veltroni nella sua dichiarazione di voto in aula a Montecitorio. “L’Italia deve voltare pagina – ha aggiunto Veltroni – e ognuno deve dare il suo contributo. Noi da subito siamo pronti a votare il pacchetto di riforme istituzionali così come riteniamo necessaria l’indipendenza del servizio pubblico”.
DI PIETRO CONTRO BERLUSCONI, SCINTILLE IN AULA
Parla Antonio Di Pietro e nell’Aula della Camera si vedono le prime scintille della nuova legislatura. Il leader di Idv apre il suo intervento ricordando a Berlusconi che gli aveva offerto il posto di ministro dell’Interno. Il premier lo guarda e gli dice “no, non glielo ho mai offerto”, facendo di no con le mani. Sarà la prima e unica reazione di Berlusconi durante l’intervento costellato di attacchi tenuto da Di Pietro, che è stato invece interrotto ripetutamente dai deputati del centrodestra. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha chiesto di permettere a Di Pietro “di esprimere il suo pensiero”, mentre dai banchi del Governo Claudio Scajola invitava con ampi gesti alla calma. Ma le interruzioni e i ‘buuh’ da destra non si contano, e Di Pietro chiede ancora aiuto a Fini. “Lei non è nuovo di questa Aula e sa…”, risponde il presidente. Ma Di Pietro incalza: “questo vale solo quando riguarda me?”.
E Fini scatta: “Dipende da ciò che si dice, fermo restando che ho già invitato la parte destra dell’emiciclo a non interrompere”. Ma Di Pietro non demorde:”Già, non bisogna disturbare il manovratore”, qui si sente l’unico applauso condiviso dall’Idv e dal Pd. Da allora in poi, invece, da sinistra non arriveranno più applausi per l’ex Pm che incalza Berlusconi che, zitto, non alza gli occhi dal foglio davanti a se e non raccoglie.
CASINI, DIFFICILE DISSENTIRE MA NO FIDUCIA
“Anche per noi è difficile dissentire sulle dichiarazioni programmatiche, ma avete vinto e avete il compito di non deludere i cittadini e il nostro compito è quello di aiutarvi a non deluderli”. Lo ha detto in Aula alla Camera il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini in dichiarazione di voto sulla fiducia al governo Berlusconi e ribadendo che dai centristi arriverà un no alla fiducia.
Casini ha sottolineato che l’Udc, intenzionata a fare una opposizione ‘Repubblicana’, aspetta il governo “non pregiudizialmente” ma “sui contenuti” perché “se lavorerà bene farà il bene dell’Italia”. Questo a partire dal pacchetto sicurezza: Casini suggerisce infatti a Berlusconi di mettere mano non a un decreto ma a una proposta di legge che possa essere discussa in Parlamento. O ancora dal quoziente familiare: “sulla questione demografica le chiacchiere stanno a zero: avete proposto il quoziente familiare e va bene anche perché il bonus bebé è un palliativo”. “Il quoziente familiare – ha aggiunto – è una grande trasformazione a favore delle famiglie italiane che non ce la fanno ad arrivare a fine mese”.
Casini attacca poi sulle liberalizzazioni “lei presidente ha detto una piccolissima bugia sul fatto che noi vi avremmo impedito di farle”. Invece “bisogna farle a partire dal ddl Lanzillotta”. Infine la detassazione degli straordinari sulla quale Casini si dice “preoccupato” perché “partire dalla riduzione delle entrate e non dalla spesa, non è un bel segnale”. Infine la raccomandazione: “Nemmeno De Gasperi ha avuto il potere che lei ha adesso, ne faccia buon uso”.








