Veltrusconi e la Costituzione. Siamo certi che sarà “il bene del paese”?

Fonte Agorà Magazine

I nodi della politica Veltrusconi e la Costituzione
Dopo l’incontro Berlusconi-Veltroni a Palazzo Chigi, è l’ora del dialogo e delle rifome istituzionali. “Per il bene del paese”
domenica 18 maggio 2008 di Paolo Dimalio

Mezz’ora e la “frittata” è pronta. In 30 minuti, Berlusconi e Veltroni tracciano la rotta della riscossa nazionale. Riforma del regolamenti parlamentari, della Rai e della legge elettorale europea. Insieme, maggioranza e opposizione, “per il bene del Paese”. E’ il “patto della frittata”. Così Gianfranco Fini battezzò la “corrispondenza di amorosi sensi” tra Sua Emittenza e il Re del Loft.
In cima all’agenda Veltrusconi c’è la riforma dei regolamenti parlamentari. Il Cavaliere chiede più poteri al governo, cioè per se stesso: inemendabilità della legge finanziaria e iter legislativo più spedito. In soldoni, sarà Palazzo Chigi a scandire i lavori di Camera e Senato. Per Re Walter, ‘sepoffà’. A condizione che il “governo ombra” ottenga un riconoscimento ufficiale nei nuovi statuti parlamentari. Per sostenere le fatiche dello “Shadow cabinet”, al Loft invocano una struttura ad hoc. Pagata dai contribuenti, s’intende.

Poi c’è la legge elettorale europea. Berlusconi vuole una soglia di sbarramento al 5%. Il rischio è che la sinistra radicale resti fuori pure da Strasburgo. Veltroni media e propone il 3%.

Sul tappeto anche la questione Rai. L’ex sindaco mira ad una riforma della Tv pubblica per scioglierla dalla greppia dei partiti. Solo allora, dopo aver superato la Gasparri, si può procedere al rinnovo del Cda. Sua Emittenza scuote la testa. Prima le nomine a Viale Mazzini col “sistema Gasparri” (9 consiglieri d’amministrazione eletti dalla Vigilanza, cioè dai partiti) poi la riforma del video.

Legge elettorale europea, regolamenti parlamentari e riforma Rai. E’ solo l’inizio. Nel mirino di Veltrusconi ci sono le “riforme istituzionali”. Riscrivere la Costituzione col Caimano è un punto d’onore per Re Walter. Ne va di mezzo “il bene del Paese”

E’ un film già visto. Andò in scena con la Bicamerale nel ‘98. Proprio come allora, il dialogo con Sua Emittenza ha un prezzo: congelamento del duopolio e impunità per i ‘berluscones’. E quali sarebbero le “riforme istituzionali”? Si parla di riduzione del numero dei parlamentari, monocameralismo e maggiori poteri a Palazzo Chigi. Un pugno di onorevoli in meno e un Premier più forte: in cambio di ciò, il PD rischia di svendere la libertà d’informazione e l’autonomia delle toghe.

Per riformare la Costituzione, in pratica, bisogna farne carta straccia. “Per il bene del Paese”, naturalmente. Ma soprattutto di Berlusconi. Che dal dialogo guadagna un’immagine da statista e magari l’appoggio democratico nella scalata al Colle, sua vera ossessione.

A Santa Anastasia, intanto, meditano sulla doppia sconfitta delle politiche e delle comunali di Roma. Dovrebbero rileggere ciò che scrisse Palo Sylos Labini il 16 novembre 2001, all’indomani della batosta elettorale che spalancò le porte al Berlusconi-Bis:

“I leader Ds hanno detto che la perdita dei consensi dipende in primo luogo dalla grave inadeguatezza dei programmi. Vero. Hanno detto anche che dipende dai litigi interni. Anche questo è vero. Manca però il rospo: il grave errore di strategia commesso quando, per avviare la Bicamerale, quei leader hanno cercato in tutti i modi un accordo con Berlusconi, che doveva essere il socio di un’impresa tanto ambiziosa quanto assurda: riformare la Costituzione, che era costata lacrime e sangue, con la collaborazione di un personaggio che aveva gravi conti aperti con la giustizia e che quindi avrebbe cercato innanzitutto di riformare a proprio vantaggio il sistema giudiziario: se non avesse avuto soddisfazione, avrebbe fatto saltare il tavolo, come è accaduto e come alcuni avevano previsto fin dal principio. Non si poteva, da un lato, chiedere ed ottenere la collaborazione di Berlusconi sulla Bicamerale e, dall’altro, combatterlo, per esempio, sul terreno del mostruoso conflitto d’interessi” (Paolo Sylos Labini, “Berlusconi e gli anticorpi: diario di un cittadino impegnato”, Editori Laterza).

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