Chiaiano: in 15.000 da tutta Italia ‘no’ alla discarica

di Wildgreta

 IL TALLONE (CON RIALZO) DI SILVIO

Di seguito alcuni articoli sulla manifestazione pacifica di Chiaiano con il corteo principale aperto da sette bambini che tenevano uno striscione con scrtto:”No alla discarica”. Cittadini e famiglie che difendono la loro salute, e la libertà di esprimere il dissenso. Mentre Berlusconi venerdì anticipava i risultati delle analisi non ancora completate (dove li aveva visti?), Bertolaso confermava in una conferenza stampa di attendere i risultati di tali analisi. Restano molti dubbi sull’atteggiamento mostrato dal governo che, come l’ultimo guerriero uscito vincitore dalla battaglia elettorale, sfida la società civile con la forza , senza sapere a quali conseguenze potrà portare. Dichiarare guerra ad una popolazione già tanto colpita, temo si dimostrerà una strategia suicida. Speriamo che Gianni Letta, che Berlusconi ha candidato oggi a futuro Presidente della Repubblica, riesca a compiere il miracolo di far ragionare un uomo che, pur portando un rialzo sotto al tallone, potrebbe essere vulnerabile come Achille.

NAPOLI - Un lunghissimo serpente umano, di circa diecimila persone (stime degli organizzatori), ha invaso ancora una volta oggi le strade del quartiere Chiaiano, alla periferia di Napoli, e del vicino comune di Marano per ribadire il no alla discarica nelle cave di tufo. ‘Jatevenne’ (andatevene): la protesta - ‘colorata’, aperta dai bambini e pacifica nonostante i timori della vigilia - questa volta ha coinvolto tutta Italia portando nel quartiere i ‘No-Dalmolin’ vicentini, i ‘No-Tav’ della Val di Susa, gli esponenti dei centri sociali di Bologna, Firenze, Roma e Cagliari. Il tutto con la presenza massiccia, ma discreta, delle forze dell’ordine. “Chiaiano - hanno detto i no-global vicentini guidati da Luca Casarini - è diventato un laboratorio della repressione di questo governo. Se passano qui porteranno la militarizzazione anche da noi”. Ansa Francesco Tedesco

Il fronte della protesta, quindi, si è allargato in seguito al pugno duro deciso dall’esecutivo, con il decreto rifiuti varato proprio a Napoli (il tutto mentre in Campania continuano a registrarsi situazioni critiche come a San Giorgio a Cremano ma anche nella stessa Marano). Accanto ai no-global, in prima fila, hanno sfilato le donne e i bambini di Chiaiano, gli esponenti politici locali ormai in rottura con il sindaco Iervolino e i comitati delle altre discariche previste dal piano come Serre e Terzigno. Un corteo pacifico, controllato a distanza dalle forze dell’ordine, ma che ha espresso slogan forti: ‘Napoli e Marano come Hiroshima e Nagasaki’ si leggeva su uno striscione mentre il corteo procedeva al grido: “Chiaiano non si tocca, la difenderemo con la lotta”. Non sono mancate le proposte provocatorie come quella lanciata da Oreste Scalzone: “Gli abitanti di Chiaiano - ha detto l’ex leader di Potere Operaio - potrebbero abbandonare le loro case e dichiararsi profughi di guerra appellandosi all’alto commissariato Onu per i rifugiati”.

Marco Rizzo ha invece sottolineato come: “C’é il pericolo che la politica repressiva adottata per Chiaiano possa allargarsi anche alle proteste di fabbrica e agli scioperi”, ha detto il coordinatore nazionale dei Comunisti Italiani che durante il corteo ha avuto un diverbio con un consigliere comunale di destra del comune vesuviano. Presente anche padre Alex Zanotelli, il missionario Comboniano, che ha guidato alcune proteste a Napoli come quella contro la privatizzazione dell’acqua. Zanotelli ha definito “demenziale e criminale” l’apertura della discarica a Chiaiano e il ddl del Governo sui rifiuti. Ha fatto sentire la sua voce anche Agostino Di Lorenzo, presidente del parco delle colline di Napoli, al cui interno dovrebbe sorgere la discarica: “La discarica occuperebbe una piccola parte del parco che però rischierebbe di morire comunque. Come faccio a dire alle mamme di portare quì i bambini a giocare con 700mila tonnellate di rifiuti accanto”. Alla fine del lunghissimo corteo i manifestanti si sono radunati davanti al palco allestito in via Cupa dei Cani, la strada che conduce alle cave, dove si sono svolti dei comizi e li interventi di artisti tra cui Peppe Lanzetta, Ascanio Celestini, e il gruppo musicale napoletano “E Zezi”. “Ringraziamo tutti i comitati che ci hanno affiancati venendo da ogni parte d’Italia”, ha detto Alfonso De Vita, esponente delle reti ambientaliste di Napoli. La protesta di Chiaiano continua: domani pomeriggio i movimenti si ritroveranno per pianificare le prossime azioni.

I ragazzi di Terzigno aspettano le “discariche della libertà”
lunedì 02 giugno 2008

La tensione che si respira a Terzigno in questi giorni ha una strana connotazione. Si passa dal semi immobilismo della stanca classe media alla rabbia dei ragazzi. In questi giorni tante sono state le assemblee che però ancora non hanno portato ad un’unità di intenti sul come fronteggiare queste nuove scelte del governo. Mentre l’UE boccia il decreto sui rifiuti e il Governo Berlusconi sembra non preoccuparsi affatto del monito europeo, il comitato operativo di Terzigno fa sapere che “Il decreto legge n. 90del 23 Maggio 2008 ripropone in modo assai più violento la volontà da parte del Governo di riaprire una discarica a Terzigno. Sono previsti due siti - località Pozzale e Cava Vitiello, sotto i quali ci sono falde acquifere - pronti a fagocitare milioni di tonnellate di rifiuti dislocati sul territorio regionale insieme a rifiuti pericolosi e ceneri prodotte dagli inceneritori.
Al momento la maggiore preoccupazione dei giovani abitanti nell’area vesuviana è il silenzio di gran parte della popolazione. Proprio mentre a Chiaiano si sta per svolgere una grande mobilitazione nazionale nella quale convoglieranno tutti i movimenti in lotta per la tutela del territorio, a Terzigno e nei paesi limitrofi non si capisce ancora bene chi ha voglia di lottare e chi si è già arreso: “E’ necessario - dice il comitato - riflettere sulla totale mancanza di reazione da parte degli amministratori locali e degli stessi cittadini: a Boscoreale e Boscotrecase, geograficamente molto più vicini alla discarica di quanto non lo sia il comune interessato, tutto tace. Boscoreale è una discarica a cielo aperto da più di un anno e i suoi cittadini non sono capaci di andare oltre riflessioni banali e sterili lamentele. Nessuno si mobilita al fine di trovare strade percorribili per rivendicare un diritto alla salute ormai calpestato”.Alessio Arpaia Capitolo I

il manifesto del 01 Giugno 2008
«Bruxelles ci dà ragione. Ma se non basta li fermeremo noi»
A Chiaiano riprende la protesta. E oggi manifestazione contro la discarica alla quale partecipa tutto il popolo del no
Adriana Pollice

Napoli «L’esercito è arrivato?» chiedono ironicamente le signore al presidio di Chiaiano. «Ma quando mai, qui ci sono i soliti carabinieri, polizia e finanzieri a perdere tempo». Tutti bardati, l’aria da duri che si scioglie con il caldo. Intorno molto fermento e loro sono gli esclusi dalla festa, c’è la manifestazione nazionale da organizzare (ore 16 fermata di Chiaiano della metropolitana). Stamattina sono attesi gruppi dal nord al sud della penisola: i No Dal Molin da Vicenza, i No Tav della Val di Susa, i collettivi universitari della Sapienza, Rdb e Cobas, i centri sociali del nord est, di Bologna e Roma, la rete No cpt di Bari e altre adesioni continuano ad arrivare per difendere il territorio dalla minaccia di militarizzarlo per realizzare comunque la discarica da oltre 700 mila tonnellate di tal quale, ultima uscita del presidente Berlusconi, quello che sa gli esiti dei carotaggi nelle cave prima dei tecnici.
Arriva al presidio la notizia che l’Ue ha molti dubbi sul decreto rifiuti e si prepara a respingerlo: «E’ la conferma di quello che diciamo - dice Pietro Rinaldi - ma intanto il governo ha 60 giorni per attuare quello che ha minacciato, fino al voto in parlamento, dove per altro il Pd si è già dichiarato disponibile a dare il suo appoggio. Non sarà l’Unione europea a fermarli ma una ferma protesta di massa». «Ci mettiamo in viaggio stasera - raccontava ieri Francesco dei No Dal Molin -, siamo una sessantina e ci paghiamo il biglietto del treno, non abbiamo trovato un pullman che ci portasse a Napoli. Il problema di Chiaiano da noi è molto sentito, abbiamo avuto un’assemblea su questo, eravamo in 150».
A unire le proteste la composizione orizzontale e popolare, la dimensione assembleare: «Ci accomuna - conclude Francesco - la difesa del bene comune, la scelta di praticare la democrazia dal basso contro l’arroganza del potere». E ci saranno anche i rappresentati della rete per l’autoformazione della Sapienza: «In segno di solidarietà - dichiara Francesco Raparelli - per chi, come Pietro Spaccafuoco un nostro amico e compagno, viene arrestato mentre è in piazza a chiedere il diritto all’autogoverno». Anche i vertici di Prc e Pdci invitano a mobilitarsi per Chiaiano.
Ma intanto c’è l’intera manifestazione da organizzare al presidio. Sono stati invitati Peppe Lanzetta ed Erri De Luca, ma si tenta di avere anche Ascanio Celestini, che è a Scampìa il pomeriggio per il progetto Punta Corsara. Intorno il gazebo con la bandiera zapatista e i libri editi da Ja Basta, lo stand dei mediattivisti di Insu tv, il banchetto dove si raccolgono fondi per il ricorso al Tar e poi un fiorire di prodotti dell’agricoltura del luogo per l’inaugurazione ufficiale della Festa di Primavera, il sistema studiato dal sindaco di Marano per liberare le strade d’accesso alle cave senza abbandonare il territorio fino al 16 giugno, fino cioè al risultato dei carotaggi.
«Berlusconi apre la discarica a Chiaiano nonostante il parere negativo dei tecnici? Vuol dire che non ha problemi a scatenare una guerra civile». Non sono i comitati civici ma il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta.
Venerdì sera le parole del presidente del consiglio avevano fatto salire di colpo la tensione al presidio della rotonda Titanic, ma si fa fatica a prendere le sue parole per oro colato. «Ho invitato il premier a visitare la selva, sto ancora spettando che risponda. Abbiamo siglato un accorto con il sottosegretario Bertolaso - conclude il sindaco Perrotta - e a questo ci atteniamo. Gli stessi titolari della cava evidenziano difficoltà tecniche. Chiaiano sta diventando una questione di principio».
I residenti restano determinati a impedire lo sversatoio: «Durante la stessa conferenza stampa Bertolaso smentiva Berlusconi, ribadendo di attendere gli esiti della commissione paritetica - ragiona Giovanni, del presidio -, un modo per tenere la porta aperta con i comitati e i sindaci». Berlusconi il primo disobbediente d’Italia, rincara Pietro: «Per il premier le norme non sono un moloch però poi dichiara che userà l’esercito per obbligare noi a rispettare leggi speciali, create in corso d’opera, che violano i diritti a cominciare da quelli alla salute e al dissenso, tutelato in Italia ma messo in mora in Campania, laboratorio della repressione».

RIFIUTI/ CHIAIANO FESTEGGIA: “IN 15MILA ALLA MANIFESTAZIONE” -
Soddisfatti gli organizzatori: un corteo pacifico e con i bambini

Roma, 1 giu. (Apcom) - Alla rotonda Titanic risuona la musica di un sound system organizzato dai ragazzi di Chiaiano, sono ancora un migliaio, nel luogo simbolo della protesta conto la discarica dove gli stand gastronomici della sagra della ciliegia hanno preso il posto delle barricate. E “un po’ più rilassati”, perché il corteo della manifestazione nazionale è terminato, ed è stato un “successo”: “Eravamo 15mila” - dicono dal comitato in difesa delle cave di Chiaiano. Sul palco allestito alla rotonda, dopo il corteo, si sono alternate le delegazioni dei No tav, No dal Molin, il padre comboniano Alex Zanotelli. Poi sono arrivati Peppe Lanzetta e Ascanio Celestini, che ha dedicato un pezzo a tema ‘rifiuti’ alla gente scesa in piazza; dopo è arrivata anche la musica con il gruppo musicale napoletano E Zezi.

“E’ stata una manifestazione pacifica, abbiamo smentito le tensioni della vigilia. E’ stata bellissima c’erano tanti bambini e molte donne, la componente più forte e determinata. Si potrebbe dire che era quasi un corteo al femminile”, dice uno degli organizzatori del comitato anti-discarica.

Festeggiano ora, il successo della manifestazione e l’appoggio arrivato da tutta Italia: contro la discarica sono scesi in strada a Chiaiano in 15mila, è questa la conta del comitato in difesa delle cave. Con la gente di Chiaiano c’erano gli abitanti di Marano, i comitati antidiscarica da Serre, da Terzigno, i ragazzi di Insurgencia, la Rete campana salute e ambiente. Ma non solo Napoli e il Sud: c’erano i No Tav, i No dal Molin, i centri sociali del nord, i no global di Bologna con Luca Casarini, il padre comboniano Alex Zanotelli, loro insieme ai contadini della Selva, alle famiglie scese in piazza con le carrozzine. Perchè “ci sono stati tanti i bambini - ripetono soddisfatti quelli del comitato - è stata una manifestazione bellissima, pacifica e colorata”. E sono stati proprio loro i bambini di Chiaiano, ad aprire il corteo, davanti allo striscione ‘Jatevenne!”. Per stasera quindi, a Chiaiano si festeggia, domani, nel pomeriggio. si ritroveranno all’assemblea, come ogni settimana, e decideranno le prossime iniziative: la protesta contro l’apertura della discarica nelle cave di Chiaiano non si ferma.

 

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