Tagli alle grandi opere, il governo Berlusconi penalizza il sud che lo ha incoronato. Mentre Veltroni tace

Il governo riduce le infrastrutture prioritarie: fuori anche Grazzanise e il raccordo Salerno-Avellino.  A RISCHIO LA NAPOLI- BARI

Matteoli presenta il piano delle Infrastrutture Prioritarie per il 2008/2010: C’è la Torino-Lione, c’è il terzo valico di Giovi e c’è la Tangenziale di Milano. C’è la Tav Milano-Verona-Padova e c’è l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano. C’è l’asse tirrenico Cecina-Civitavecchia e c’è la Roma-Formia. Soprattutto, c’è il Ponte sullo Stretto, ma con un grosso punto interrogativo sulle stime da 6,1 miliardi. E la Campania? Addio ai sedici interventi previsti dal programma delle infrastrutture strategiche voluto dall’ex ministro Di Pietro; nel piano firmato Matteoli c’è solo il completamento della Salerno-Reggio Calabria.

Di Wildgreta

Forse, il nome più appropriato per il partito di Berlusconi,  più che “PDL” dovrebbe essere “FORZA NORD”. Infatti, dopo aver convinto milioni di persone a votare per lui in Campania e Sicilia, sono proprio queste due regioni a vedere cancellati i previsti piani di sviluppo delle infrastrutture. Azzerati i piani del precedente ministro Di Pietro, non si sa cosa resterà al sud, penalizzato in primis dal taglio dell’ICI. Ma quel taglio dell’ICI è stato pagato anche dalle donne, che vedono azzerare i fondi per i programmi antiviolenza. Se aggiungiamo che il decreto sicurezza ha portato al taglio dell’acqua potabile in alcuni campi rom autorizzati  e che alcuni rom italiani hanno subito blitz all’alba da parte delle forze dell’ordine che dovevano identificare persone già note, in quanto da trent’anni regolarmente in Italia, arriviamo a pensare che il razzismo sia alla base di questo governo che penalizza, di fatto, solo i più deboli, i diversi e i poveri. Sono queste le categorie a cui Silvio ha promesso la luna, e sono queste le persone a cui non arriverà neppure la carta che avvolgeva l’astuccio con la preziosa croce di diamanti e topazi regalata al Papa. Mentre Veltroni,dal suo loft, tace come sempre. Leggi il seguito di questo post »

Barbato (IDV) sui rifiuti e Landolfi: Sporcarsi le mani non è obbligatorio


Riporto una mia intervista rilasciata ad Aprile Online, lo scorso 6 giugno, sui fatti accaduti durante questa settimana presso la Camera dei Deputati.

Aprile Online: “La mattina a Montecitorio, la sera ad armeggiare con i camorristi”. Onorevole Barbato, con Landolfi ci è andato giù pesante…
Francesco Barbato: Non mi pare proprio, perché ho soltanto chiamato le cose con il loro vero nome, citando fatti pubblici, e parlando non solo di Landolfi. Leggi il seguito di questo post »

Divieto intercettazioni, Di Pietro: così Mani pulite non ci sarebbe mai stata . Ricorreremo a referendum se necessario

(di Carmelo Lopapa, la Repubblica)

ROMA – «Con quella legge lì, Mani Pulite sarebbe nata e subito morta. Perché Mario Chiesa lo abbiamo arrestato in flagranza, sì, ma solo perché era sotto intercettazione. E così tutti gli altri dopo di lui».
Divieto assoluto di intercettazioni, cinque anni a chi le esegue e a chi le pubblica. Onorevole Di Pietro, il premier Berlusconi ci riprova. Ma stavolta i numeri della maggioranza sono dalla sua.
«È un progetto criminogeno, che noi di Idv tenteremo di contrastare, dentro e fuori il Parlamento. Se necessario anche facendo ricorso al referendum. Leggi il seguito di questo post »