E Silvio licenzia il “fallito” Veltroni

 

 

Pace finita, tra Berlusconi e Veltroni è guerra totale
ROMA – Altro che luna di miele, è guerra aperta fra Berlusconi e Veltroni. Il leader del Pd annuncia una manifestazione contro il governo e il premier da Bruxelles lo attacca sul deficit di Roma, gli dà del “fallito” e lo invita a dimettersi. Ma è sui magistrati il vero scontro. Berlusconi alza il tiro, definisce alcuni magistrati “infiltrati che vogliono sovvertire il voto popolare” e giura di non starci, annunciando una conferenza stampa la settimana prossima per difendersi dall’attacco delle toghe.Poi tocca a Veltroni, definito ‘fallito’ per come ha lasciato i conti del Campidoglio e invitato alle dimissioni dalla politica: “Che il responsabile di questi conti si proponga addirittura come leader dell’opposizione politica mi pare incredibile”, stigmatizza il Cavaliere.

Il leader del Pd, dall’assemblea costituente del suo partito, dove in apertura aveva ribadito la chiusura di ogni dialogo con la maggioranza e aveva annunciato una grande manifestazione per l’autunno contro il governo, replica in chiusura a Berlusconi: è “di nuovo in guerra con tutti”. E, sulle accuse riguardo alle casse del Campidoglio, Veltroni rilancia: “Non posso accettare che si diano giudizi con una violenza tipica dell’uomo e anche con la scarsa conoscenza dei problemi nel merito che e’ tipica dell’uomo, di chi nel giro di soli quattro anni, dal 2001 al 2004 quando era presidente del Consiglio, ha portato all’Italia 30 miliardi in piu’ di deficit”.

Quanto al suo partito, il segretario Veltroni conclude con questa convinzione: “Non c’e’ alternativa al Pd se non lo sgretolamento del riformismo italiano, che sarebbe una tragedia.

Noi dobbiamo avere la responsabilita’ di capire che c’e’ qualcosa che oggi ci deve spingere ad accelerare questo processo di fusione”. E ancora: “Non mi comporto in maniera irrazionale- dice- so che ci vuole tempo, ma noi dobbiamo costruire cio’ che sara’ il nostro punto di approdo e al quale piu’ presto arriveremo e meglio sara’. Basta con l’essere ex di qualcosa e con l’avere dentro di se’ l’identita’, che non e’ solo politica ma anche valori e cultura”.

Alla fine l’assemblea costituente del Partito democratico ha approvato, a larga maggioranza e per alzata di mano, la lista della direzione nazionale presentata dal segretario Walter Veltroni. La lista, l’unica presentata, e’ composta da 120 membri elettivi, piu’ un folto numero di membri di diritto e da personalita’ del mondo della cultura e dell’associazionismo.

20 giugno 2008

Lascia una Risposta

Occorre aver fatto il login per inviare un commento