Stalking: quel decreto che non aiuta le donne

Stalking, quattro anni di cella a chi molesta

di Maria Novella Oppo

Mara Carfagna, sforzandosi in maniera commovente di fare la faccia da ministro, ha annunciato ai tg il disegno di legge sul reato di stalking, che in italiano significa molestie. E ha anche promesso che, per questo tipo di reato, le intercettazioni saranno consentite. Ma ha tralasciato di informarci (doveva farlo il tg!) del fatto che lo stesso reato poteva essere introdotto molto più efficacemente all’interno del decreto-sicurezza, come proponevano le opposizioni. È chiaro che, aiutare le donne e alleviare le loro sofferenze, per il governo non è un’urgenza. Tanto è vero che, perfino per lo stupro (proprio ieri definito dall’Onu uno dei delitti più orrendi), i processi saranno sospesi per effetto del decreto salva Silvio. E saranno pure sospesi i processi per le violenze in famiglia, che, come noto, sono la grandissima parte delle violenze inflitte alle donne, ma non costituiscono allarme o pericolo per Berlusconi. Cosicché quelli che hanno sete di giustizia, dovranno attendere che Berlusconi riesca a sfuggire alla giustizia.

L’Unità 21.06.08

Stalking, quattro anni di cella a chi molesta

Andrea Acquarone

Tradotto dall’inglese significa «perseguitare». Lo chiamano «stalking», ed è un termine destinato a finire nel nostro codice penale. Cambierà nome, non la sostanza: affliggere una persona, perseguitandola e ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne la vita di tutti i giorni, sarà reato. Punito dalla legge, con pene fino a 4 anni di reclusione. Ed ergastolo sa la persecuzione si traduce in omicidio.
Col ddl approvato dal Consiglio dei ministri su proposta dei ministri delle Pari Opportunità Mara Carfagna e del Guardasigilli Angelino Alfano, l’Italia prova ad allinearsi al resto dell’Europa «avanzata». Ora toccherà al Parlamento tradurre i propositi in fatti.

«È la risposta concreta per contrastare il fenomeno della violenza. La tutela delle vittime di molestie insistenti – spiega la Carfagna – è necessaria per contrastare fenomeni gravi come la violenza sessuale e gli omicidi passionali». Si chiameranno «atti persecutori». La vittima, prima di presentare querela, potrà richiedere al questore un provvedimento di ammonimento orale nei confronti dell’aguzzino.

Sono previsti aumenti di pena se il fatto è commesso dal coniuge separato o divorziato, o da persone legate alla vittima da una relazione affettiva. La pena sarà aumentata fino alla metà, con procedimento d’ufficio, se il fatto è commesso ai danni di un minore; se ricorrono le aggravanti di aver agito con le armi, con più persone, con scritti anonimi o se lo stalker è già stato ammonito oralmente dal questore. «Da una recente ricerca risulta – spiega il ministro della Giustizia – che su 300 crimini commessi tra partner o ex partner, l’88% ha come vittime le donne e, nel 39% dei casi, si tratta di crimini annunciati poiché si consumano dopo un periodo più o meno lungo di molestie». «La configurazione di questo reato – sottolinea Alfano – garantisce, quindi, una maggiore tutela penale e mira ad arginare quelle particolari situazioni che, in passato, hanno registrato orrendi epiloghi e che spesso sono state precedute da una reiterata attività persecutoria punita, prima di questo disegno di legge, con sanzioni penali modeste».

Secondo l’Osservatorio nazionale stalking, le persecuzioni – che hanno per vittime soprattutto donne – in un caso su due sono a opera di ex mariti, ex conviventi, ex fidanzati, ma possono essere compiute anche da conoscenti, colleghi o estranei: negli ultimi cinque anni, dal 2002 al 2007, almeno il 20 per cento di italiani, soprattutto donne, ne sono stati o ne sono tuttora vittime.
Non è tutto: su trecento delitti commessi fra partner o ex partner l’88 per cento vede vittime le donne e nel 39% dei casi si tratta di crimini annunciati in quanto si verificano dopo un periodo più o meno lungo di molestie e persecuzioni.

Il ddl introduce poi il delitto di violenza sessuale e quello di violenza sessuale di gruppo tra quelli per i quali è previsto l’arresto in flagranza, con conseguente applicazione del rito direttissimo e immediato.

 IL GIORNAL2 22 GIUGNO 2008

4 Risposte a “Stalking: quel decreto che non aiuta le donne”

  1. giancarlo Dice:

    se potete aiutatemi,non so’ cosa fare contro l’ex della mia fidanzata.gli sta’ rovinando la vita,sta’ lacerando un amore,e’ sempre dietro che la perseguita,gli alza le mani,gli fa sanguinare sempre il volto,gli grida sempre in mezzo a tutti,la minaccia sempre di morte,a minaccito di morte pure a me,e’ stato tante volte denunciato alle forze dell’ordine,ma non succede niente,e sempre li’ ad aspettare la mia fidanzata e credo che gli fara’ tanto male,ma stavolta sono costretto io ad anticipare il suo male,sono costretto,ne sono capace,ma volevo risolvere tutto con la giustizia.e’ dov’e’.Dov’e’ questa giustizia?con tante prove,testimoni,referti medici e denunce contro questo deficente..ma ora basta.ho capito che la giustizia e’ meglio farsela da se’…aiutatemi se potete.3200608631 e’ il mio num.

  2. wildgreta Dice:

    Mantieni la calma, innanzitutto. Non pui farti giustizia da te, perchè vi rovinereste tutti e due. Ci sono delle associazioni che si occupano proprio di questo e possono aiutarti, la prima che mi viene in mente si chiama “doppia difesa” ed è di Michelle Hultzicker. Poi c’è quella della De Laurentiis, di cui non ricordo il nome ma ha varie sedi in tutte le regioni. I numeri di telefono li trovi in rete. Poi c’è anche Telefono Arcobaleno di Giovanni Arena che credo abbia una sezione anche per la difesa delle donne. Poi c’è l’Udi, con sedi in tutta Italia, la storia associazione in difesa delle donne. Cerca i numeri su Internet, chiamale e anche tutte e prendi appuntamento con quella che ti ispira di più. Fatti aiutare, non agire da solo. Dammi tue notizie anche via email wildgreta@splinder.com A presto, Wildgreta

  3. mammadolce Dice:

    Caro Giancarlo, capisco e capisco molto bene la situazione della tua fidanzata e quella tua! assolutamente non puoi rovinare la vostra vita facendoti giustizia da solo… anche io sono andata avanti a denunce, esposti, richieste di aiuto ma non ho ottenuto niente. E’ triste constatare quanto non siamo protetti di fronte a questi episodi e, per me, è ancora più triste ricordare il consiglio del mio avvocato: trasferisciti all’estero con tuo figlio e lascia la residenza in Italia! Lotta, lottate con tutte le vostre forze; come ti dice Wildgreta rivolgiti a tutte le associazioni e fatevi aiutare. Intanto io, poco benevolmente, mando un cazzotto virtuale in faccia a questro STR… ed un abbraccio amorevole a voi due!


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