Vespa, ennesima anticipazione:Il divorzio di Veronica e la vacanza con il bodyguard

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(il bodyguard di Veronica)

Veronica in Cina per un mese con il bodyguard e la figlia

Giallo sulla censura Ansa

Guerra dei Berlusconi: mentre il sito dagospia.com rivela la lunga vacanza asiatica della signora, in compagnia della guarda del corpo che, secondo Daniela Santanché, sarebbe il nuovo compagno dell’ex attrice, l’ennesima anticipazione del libro di Vespa ricostruisce la sera in cui Veronica divorziò via Ansa. E l’allora direttore dell’agenzia tagliò una “frase un’ po’ troppo sopra le righe”

Milano, 6 novembre 2009 – Riesplode la guerra dei Berlusconi. Scrive il sito dagospia.com: “Madame Veronique torna da una vacanza di un mese in Cina (dura la vita!) in compagnia della figlia Eleonora e del suo body-guard (attenzionato all’epoca dalla Santadechè) e scodella a Papi un conto spese “de paura” (oltre 500 mila euro?). Non solo rotture dai soliti ‘alleati? (de che?) Bossi, Fini e Tremonti, a quel ducetto di Arcore rode particolarmente il sederino a causa di un estratto conto ricevuto dai sui contabili. Un conto ‘de paura’ – oltre 500 mila euri, sussurrano fonti ben introdotte nel cuore di Papi Silvio – che è stato recapitato alla sua attenzione dalla segretaria di madame Veronique. La signora Myriam Bartolini è tornata nei giorni scorsi da un un viaggetto in Cina di un mese (dura la vita), in compagnia dell’immancabile e chiacchieratissimo body-guard che fu messo sulla graticola di “Libero” dalla Santadeché (che non ha mai ricevendo querela). Per un tratto del lungo viaggio, era affiancata anche dalla figlia Eleonora. Chissà cosa avrà speso Lady Veronica tra Pechino e Shangai…

LA SERA IN CUI VERONICA DIVORZIÒ A MEZZO STAMPA…

Esce oggi in libreria il nuovo libro di Bruno Vespa ‘Donne di cuori. Duemila anni di amore e potere. Da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi’ (Mondadori – Rai Eri, 564 pagine, 20 euro). Un grande affresco sul ruolo delle donne nella storia: da Cleopatra a Napoleone, dalle lettere appassionate di Garibaldi alla bulimia sessuale di Kennedy e Clinton, dalle seconde unioni di Fini, Casini, Bossi e D’Alema fino alla vivace vita amorosa di Berlusconi, seguendo il filo rosso della seduzione.

Pubblichiamo l’anticipazione del primo capitolo, ‘La grande tempesta’:  «Signora, la frase è un po’ troppo sopra le righe. Mi permette di tagliarla?».

«Direttore, ho i miei buoni motivi per averla scritta. Comunque, si regoli come meglio crede. L’importante è che la sostanza di quel che penso esca immutata».

Mancavano pochi minuti alle 22 di martedì 28 aprile 2009 quando si chiuse l’ultima conversazione di un animato pomeriggio tra Veronica Lario e Giampiero Gramaglia, allora direttore dell’agenzia Ansa. Gramaglia era stato contattato dopo le 17 da due persone vicine alla moglie di Silvio Berlusconi.

«Può darsi che la signora voglia rilasciare una dichiarazione all’Ansa», era il messaggio. Gramaglia chiamò subito alla sala stampa della Camera dei deputati Alessio Panizzi, capo del servizio politico dell’agenzia, e gli affidò la missione. Vista la delicatezza della cosa, Panizzi decise di gestirla in prima persona, senza metterne a parte altri colleghi.

Alle 17.30 telefonò a villa Belvedere, la residenza della signora Lario, e chiese di poter parlare con lei, ma le fu passata la sua assistente, Paola Gipponi, la quale, ascoltata la richiesta, disse che lo avrebbe richiamato. Infatti, un’ora più tardi si mise in contatto con lui, comunicandogli che Veronica Berlusconi avrebbe risposto solo a domande scritte.

Panizzi si consultò allora con Gramaglia e, insieme, formularono tre domande molto generiche, senza mai chiamare in causa Berlusconi. Con la prudenza tipica dell’Ansa, i due dovettero farsi questo discorso: se vuole chiamare in causa il marito, lo faccia lei. La prima domanda riguardava il ruolo delle donne in politica, citando anche l’attacco che il giorno precedente il sito web della fondazione Farefuturo, vicina a Gianfranco Fini, aveva mosso sull’onda delle voci che accreditavano la presenza di «veline» nella lista del Popolo della libertà per le elezioni europee di giugno.

La seconda domanda rivolta a Veronica Lario era legata alla prima, poiché le si chiedeva un giudizio sull’uso di candidare donne avvenenti per attirare voti. La terza verteva sul fatto che lei, quando incontrò Silvio Berlusconi, era un’attrice. Dunque, anche nel suo caso c’era stata una sorta di passaggio riflesso dal mondo dello spettacolo a quello della politica, seppure non immediato, per i lunghi anni in cui il Cavaliere era stato soltanto un brillante imprenditore. (A questa domanda lei non rispose).

Verso le 20 di quel 28 aprile Paola Gipponi chiamò di nuovo Panizzi e gli disse che la signora Lario aveva preparato le risposte, precisando però che avrebbe aggiunto una quarta domanda con una quarta risposta. (Quello stesso giorno La Repubblica aveva riferito della presenza di Berlusconi, la domenica precedente, alla festa del diciottesimo compleanno di una ragazza napoletana, Noemi Letizia, ma la cosa non aveva fatto ancora rumore, tanto che alla direzione dell’Ansa non pensarono di chiedere alla moglie un commento in proposito.

Tuttavia, la corrispondenza di Conchita Sannino non era sfuggita a Veronica. La quarta domanda che si era posta, infatti, suonava così: «Non le sembra strano che suo marito abbia partecipato domenica al compleanno di una diciottenne di Napoli chiamata Noemi?». La sua risposta, come vedremo tra poco, era molto severa).

Il testo di Veronica Lario arrivò nella casella di posta elettronica di Panizzi poco prima delle 20. Il giornalista, che non aveva mai parlato con la signora Berlusconi se non per interposta persona, voleva essere sicuro che lei fosse completamente d’accordo con la stesura trasmessa all’agenzia, e quindi chiamò Paola Gipponi che, a quel punto, gli passò Veronica.

«Mi scusi – le disse Panizzi – ci siamo parlati solo per posta elettronica e volevo verificare che fosse lei l’autrice del testo. Ho visto che ha scritto risposte molto dure… ». La signora Berlusconi gli confermò l’autenticità del testo, gli spiegò le ragioni della durezza delle sue risposte e aggiunse un dettaglio che il giornalista avrebbe inserito nella nota d’agenzia che fu diffusa più tardi e di cui parleremo tra poco: «Finora mi ero sempre rivolta ai giornali – gli disse -. Se stavolta ho scelto l’Ansa, è perché tutti sappiano che i miei figli e io siamo vittime e non complici di questa situazione».

il resto del Carlino 6 novembre 2009

Diritti tv: Berlusconi chiede rinvio dell’udienza

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(immagine archivio)

Diritti tv, Berlusconi chiede rinvio per legittimo impedimento

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VILLA CERTOSA: FINALMENTE LE NUOVE FOTO

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(foto archivio 2008)

PER GUARDARLE E BEARVI ANCORA DELLA FELICITA’ ALTRUI, CLICCATE QUI: FOTO VILLA CERTOSA: NUOVI SCATTI OSE’

GIUSTIZIA/BERLUSCONI:FAREMO LA RIVOLUZIONE, ALLEATI D’ACCORDO

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Riforma del processo penale per me non è sufficiente

Sofia, 16 ott. (Apcom) – Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si dice pronto a una riforma costituzionale della giustizia anche se questo dovesse allungare i tempi perché “non è che le rivoluzioni si possono fare in breve tempo”. Rispondendo a chi gli chiede se gli alleati sino d’accordo, il premier risponde: “Penso di sì, ma siete voi che vedete discordie”. In realtà, nonostante le sue perplessità su una collaborazione dell’opposizione, il Cavaliere dice di non poter escludere che alla fine la riforma “si possa fare anche in tempi rapidi”. Spiega Berlusconi: “C’è una riforma del processo penale che è già in Senato e che a me non sembra sufficiente. Quindi credo che su questo punto valga la pena di rivisitare la Costituzione. Se avremo i numeri per farlo in Parlamento, lo faremo in Parlamento e sarà più veloce. Se non avremo i numeri in Parlamento, la faremo con un ricorso agli elettori nella maniera più democratica e tranquilla possibile”. Quanto alla possibilità che la riforma della giustizia entri in un pacchetto più complessivo di riforme costituzionali, il premier si limita a rispondere: “C’è un Paese da modernizzare in molte direzioni. Vedremo”.

16 OTTOBRE 2009

Berlusconi su Napolitano: Con lui leale coabitazione

Manifesto americano del film

«A governare sono il migliore». Il premier contro il «Corriere»

ROMA – Nessuna marcia indietro, nessun ripensamento. Silvio Berlusconi lima le asprezze del suo linguaggio della prima ora, ma sostanzialmente conferma il suo giudizio sulla Corte costituzionale, sui magistrati che lo «perseguitano», sul suo diritto-dovere di andare avanti perché «sono il miglior premier che si possa reperire oggi», e in qualche modo anche sul capo dello Stato. Che cessa di essere additato come direttamente colpevole o comunque negligente rispetto alla decisione della Consulta, ma viene definito «di sinistra» e non al di sopra delle parti, perché sarebbe da «ipocriti» sostenere che chiunque ricopra cariche possa essere «super partes». Per questo, con Napolitano certamente sarà possibile riprendere il dialogo, ma in un nuovo schema, quello tipico francese della «coabitazione», che Berlusconi dice di immaginare «leale, come deve essere in una democrazia».

Sembra quindi esserci una linea ben precisa in quello che non è più uno sfogo, ma un ragionamento fatto in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri nella quale c’ è spazio anche per un affondo contro il Corriere della Sera, «primo quotidiano italiano, che abbiamo la sfortuna sia passato a essere da un foglio conservatore della buona borghesia italiana a un foglio della sinistra, e questo ci dispiace molto perché sentiamo la mancanza del Corriere che fu».

La linea dura del premier è solo in parte confortata dal sostegno di Umberto Bossi, che ritiene «l’ ipotesi della piazza mai tramontata» perché ci sono «milioni di uomini della Lega disposti a battersi», ma che boccia l’ ipotesi di elezioni anticipate, perché è sempre meglio «la trattativa» per arrivare a «fare le riforme», e chiede di «abbassare i toni», assicurando che Berlusconi non ha attaccato Napolitano.

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LODO ALFANO, COSSIGA: BERLUSCONI CONDANNATO FARA’ COME MUSSOLINI

D’ADDARIO, ANNO ZERO: IL PDL DESERTA L’INTERVISTA “DEL SECOLO” E VA A CONSOLARSI DA VESPA

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GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVISTA A PATRIZIZA D’ADDARIO AD ANNOZERO

Di Wildgreta

Tanto rumore non fa bene a chi vorrebbe far passare sotto silenzio la sua vita privata.E’ stato un errore non rispondere a Repubblica, ed è stato un errore fare tanto chiasso prima dell’intervista alla D’Addario.Se si doveva adottare una strategia per difendere l’indifendibile, il governo ha scelto certamente la peggiore. E poi ci si dimentica sempre che il mondo delle escort, è salito agli onori della cronaca grazie a Veronica Lario, che ha voluto dissociarsi un attimo prima di vederle sedere tutte in Europa. Lasciamo stare il femminismo, le rivendicazioni delle donne, e tutte le grandi battaglie del passato.Oggi dobbiamo combattere con modelli femminili considerati vincenti perchè appaiono in tv, magari svestiti, magari disposti a tutto per salire un gradino più su.Quando però si corre il rischio di essere governati da questi “modelli femminili vincenti”, allora il discorso cambia, e bisogna diventare seri. I cittadini di un paese democratico non possono accettare che a decidere per loro siano delle ragazze che si sono vendute per qualche migliaio di euro.E’ solo questo il tema sollevato dal caso D’Addario.Il resto rientra purtroppo nella normalità.Le indagini sulla sanità ci sono in tutte le regioni, la cocaina la vendono e la consumano un mucchio di persone e, per fare televisione, sono decenni che una certa categoria di donne sarebbe disposta a tutto. Mai prima d’ora, però, il volto del potere si era mostrato in tutta la sua devastante mania di grandezza.Persino il cavallo di Caligola, viene stracciato di fronte alle escort che diventano parlamentari.Del resto, la loro affidabilità è massima: non tradirebbero mai il loro protettore.

AGGIORNAMENTO 2 OTTOBRE ORE 10: MI FA PIACERE CHE CURZIO MALETESE LA PENSI COME ME, IN QUESTO ARTICOLO CHE HO APPENA LETTO:

E a Porta a Porta va in onda il processo ad Annozero

di CURZIO MALTESE

IL PROBLEMA per una volta non era Santoro. E nemmeno Travaglio. Il problema era lei, Patrizia D’Addario. Una che il presidente del Consiglio può portare a letto, ma un presentatore non può invitare in tv per farla parlare. Berlusconi era “profondamente indignato”, perché “la tv pubblica non deve dare spazio a certi personaggi”.

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Terremoto:Berlusconi in Abruzzo fra miracoli insesistenti e “nuova moralità”

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Terremoto Abruzzo: Berlusconi, “Stiamo riuscendo nel miracolo”

29 Settembre 2009 09:06

L’AQUILA – Silvio Berlusconi, in collegamento con Uno Mattina, ha ricordato che oggi all’Aquila consegnera’ ai terremotati dell’Abruzzo 400 appartamenti. “Stiamo riuscendo nel miracolo di costruire una citta’ per 30mila abitanti in meno 5 mesi: oggi daremo i primi 400 appartamenti, poi ne consegneremo altri 4mila”. Il premier e’ tornato a parlare di moralita’, dopo il comizio di domenica alla Festa del Pdl, a Milano: “C’e’ una moralita’ nuova nella politica, l’abbiamo introdotta noi: quella di mantenere gli impegni che si prendono con cittadini”. (RCD)

di Wildgreta

Ennesima farsa del premier in occasione del suo compleanno.Infatti il miracolodel post terremoto è, amio avviso, che gli sfollati non lo abbiano ancora contestato in massa, ma solo in ordine sparso.Infatti, se facciamo i raffronti con quanto era avvenuto nei precedenti terremoti, scopriamo che dopo 6 mesi gli sfollati erano stati tutti sistemati nei prefabbricati e a costi molto inferiori di quelli affrontati finora per alberghi, tende e alloggi in affitto.Il fatto che poi dopo i precedenti terremoti, non si sia provveduto celermente alla ricostruzione e molte persone siano rimaste nei prefabbricati per anni, è un discorso che affronteremo successivamente, in quanto non sappiamo quanto tempo resteranno in sistemazioni provvisorie gli aquilani. A oggi, quello che conta è che persino il governatore Chiodi (pdl) ha affermato che il “piano c.a.s.e” è stato un fallimento. Secondo un tecnico del comune de L’Aquila, infatti, conti alla mano sono  26.000 le persone che non hanno un alloggio.Quanto costerà mantenere tutte queste persone ancora negli alberghi o in affitto se la ristrutturazione delle case lesionate in modo non grave non è ancora cominciata?

Quindi parlare di miracoli è assolutamente ridicolo, ma se lo si fa ad Uno Mattina, lo scopo è quello di convincere milioni di casalinghe che il governo ha mantenuto le promesse.I tg, poi, faranno il resto, non mostrando eventuali contestazioni o manifestazioni già previste a L’AQUILA PROPRIO OGGI.Quello che il premier chiama miracolo, non è altro che una speculazione edilizia che corono il suo sogno di una “new town” in ogni città.Lo aveva annunciato nella campagna elettorale 2008, e finalmente  il sogno si è realizzato. Si parte da L’Aquila, e poi, chissà…

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Berlusconi risponderà solo su case a L’Aquila? Domande a scelta.

Berlusconi: Siamo qui per governare nella democrazia, nella prosperita’, nella liberta’

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“Siamo qui per governare il nostro paese nella democrazia, nella prosperita’, nella liberta’ per un lungo futuro, per una storia di cui non si intravede la fine, in cui certamente noi Popolo della liberta’ saremo i principali protagonisti”.

di Wildgreta

In questo discorso pronunciato oggia alla festa del PDL, il nostro premier ha detto una cosa esatta: “siamo qui per una storia di cui non si intravede la fine”. In effetti quando si è sottoposti a un supplizio, a prescindere da quanto duri, ti sembra di non intravederne la fine.Vorresti vederla, ma non la vedi, perchè il supplizio non si interrompe.Quindi, il pensiero che questo supplizio duri per  un “lungo futuro”, non può fare altro che acuire le nostre pene e alimentare le nostre angosce.Ecco il discorso di oggi.Consiglio di stamparne una copia da portare in ufficio per i colleghi che non hanno avuto la fortuna di leggerlo.Stampate anche la foto che ho aggiunto, così si ricorderanno di essere dei tipici maschi latini, che si avviano felici verso un lungo futuro

BERLUSCONI: SIAMO QUI PER UN LUNGO FUTURO

(AGI) – Milano, 27 set. – “Siamo qui per governare il nostro paese nella democrazia, nella prosperita’, nella liberta’ per un lungo futuro, per una storia di cui non si intravede la fine, in cui certamente noi Popolo della liberta’ saremo i principali protagonisti”. Lo ha detto Silvio Berlusconi nel suo discorso alla festa della liberta’ di Milano. E, sul clima che si respira nella maggioranza, ha spiegato: “Non c’e’ stato nessun litigio” all’interno del Pdl, “come vogliono far credere le gazzette di sinistra”, ma un confronto di posizioni. Berlusconi liquida dunque i contrasti con Gianfranco Fini: “Siamo un grande movimento sommamente democratico, quando c’era Forza Italia lo si accusava di essere un partito anarchico: su tutti i temi di coscienza abbiamo sempre lasciato massima liberta’ e non vedo come potrebbe essere altrimenti. Abbiamo posizioni non univoche, ma la diversita’ di opinioni e’ la nostra ricchezza. Ci si unisce, si discute, si ridiscute, poi si vota – conclude – e quello e’ il voto a cui tutti si attengono in Parlamento. Sui temi di coscienza viene, poi, lasciata liberta’”. Quindi sull’impegno italiano in Afghanistan si rivolge all’opposizione: “Noi dobbiamo dirci orgogliosi dei nostri militari, dei carabinieri, dei marinai, che sono la’ coraggiosamente a far crescere la democrazia in Afghanistan e non accettiamo l’opposizione che brucia le bandiere degli Usa e che scrive -6″. E conclude questa parte del suo discorso con un triplice ‘Vergogna!’, rivolto all’opposizione.

NOBEL A BERLUSCONI: ECCO L’INNO UFFICIALE, “LA PACE PUO’”

 - Silvio Berlusconi Nobel

 - Silvio Berlusconi Nobel
(le foto sul sito del comitato “Silvio per il Nobel”)

DI WILDGRETA

Incredulità, stupore, in qualche caso sgomento, o vero e proprio terrore. Ecco i sentimenti ricorrenti fra le persone che hanno già avuto la fortuna di ascoltare questa canzone scritta col cuore, più che con la testa, da Loriana Lana (?) . Questa è la grande  sorpresa per il compleanno del presidente  Berlusconi (73 anni il il 29 settembre). Vi invito ad ascoltarla, lasciandovi con alcuni versi del testo:

“La pace può                   (ndr Cosa?)
guarda anche tu
(ndr  Dove?)
l’Abruzzo si risveglia incredulo  (ndr E noi ci addormentiamo preoccupati)
la neve e il sole
(ndr Siii?)
che s’incontrano               (ndr Dove? A Paganica?)
e la tua mano è qua          (ndr E’ venuta da sola?)
C’è un Presidente
(ndr Ma và?!)
sempre presente               (ndr Questo è innegabile)
che ci accompagnerà
(ndr Ma proprio sempre sempre?)

Nobel a Berlusconi, inno: “La pace può” (video e testo)

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